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Noce Longo Teresa

Torino, 29 luglio 1900 – Bologna, 22 gennaio 1980
  • di
    Claudia Rotondi, 2025

Teresa Noce (1900–1980), operaia, partigiana, sindacalista e deputata comunista alla Costituente e nelle prime due legislature, ha avuto un ruolo centrale nell’elaborazione di strumenti legislativi e contrattuali a tutela delle lavoratrici. Pur priva di formazione accademica, ha maturato una solida competenza sui temi economici e sociali attraverso il lavoro, la militanza politica e l’impegno sindacale. Ha contribuito alla formulazione dell’art. 37 della Costituzione e promosso la legge sulla maternità del 1950, rendendo visibile il lavoro femminile e rivendicandone il valore economico e sociale in ambito parlamentare e sindacale.

biografia e attivita' 

Teresa Noce nasce a Torino il 29 luglio 1900 in una famiglia di origine operaia e di modeste condizioni economiche. È costretta ad abbandonare molto presto la scuola e prosegue la sua istruzione da autodidatta, leggendo costantemente anche durante i lavori svolti per mantenersi: lavora, tra l’altro, come stiratrice, come sarta, come tornitrice alla Fiat brevetti. In assenza del padre che aveva abbandonato la famiglia, dopo la morte della madre nel 1914 e quella del fratello, in guerra nel 1918, deve provvedere al proprio mantenimento È tra le donne che scendono in piazza a Torino nel 1916 per protestare contro la guerra e la fame. Frequenta la sezione socialista e manifesta idee pacifiste e internazionaliste che la portano a considerare con grande entusiasmo la Rivoluzione d’ottobre del 1917.  Nel 1921, dopo la scissione di Livorno, si iscrive al Partito Comunista d’Italia. Svolge attività̀ di propaganda tra i giovani e nel 1923 dirige La voce della gioventù. Della sua infanzia e giovinezza Teresa Noce parla nel suo libro Gioventù senza sole (1938).

Nella sua militanza politica conosce Luigi Longo, che sposerà nel 1925, quando il marito non avrà più bisogno del consenso, fino ad allora negato, dei suoi genitori. Nel 1923, Teresa subisce il primo arresto, ma viene rilasciata per mancanza di prove; è poi nuovamente arrestata, incinta di pochi mesi. Con il figlio Luigi Libero seguirà̀ la campagna elettorale del giugno 1924. Ha nel 1925 un secondo figlio, Pier Giuseppe, prematuramente morto per malattia. Nel 1929 nasce a Parigi il suo terzo figlio, Giuseppe detto Putisc. Dalla famiglia la separeranno spesso i periodi di clandestinità.

Ricercata dalla polizia per attività̀ sovversiva, espatria infatti nel 1926 e si stabilisce prima a Mosca – dove frequenta i corsi della Scuola internazionale Lenin – e poi a Parigi (qui la rappresenta Francesco Maselli, nel film Il sospetto uscito nel 1975, affidando la parte di Teresa ad Annie Girardot), quindi in Svizzera, poi di nuovo a Mosca e ancora a Parigi. In questa fase raggiunge diverse volte l’Italia clandestinamente per portare nel Paese le idee e le proposte dei comunisti. Nel 1931 organizza lo sciopero delle mondine.

Anche su questa esperienza Teresa scrive un libro dal titolo Ma domani farà giorno (1952).

Sempre in Francia contribuisce con Xenia Sereni a fondare la pubblicazione Noi Donne, dirige Il Grido del Popolo e La Voce delle donne, organo del Comitato italiano femminile di lotta contro il fascismo e contro la guerra. Tra il 1936 e il 1938 è in Spagna dove con lo pseudonimo di “Estella” cura la redazione di alcune testate delle Brigate Garibaldi tra cui Il volontario della libertà, giornale degli italiani combattenti nelle Brigate internazionali. Nel 1939 è di nuovo in Francia, dove viene arrestata e inviata al campo di internamento di Rieucros. Liberata dal campo si rifugia a Marsiglia, dove entra in contatto con i gruppi della Main d’Oeuvre Immigrée (MOI), resistenti stranieri legati al Partito Comunista Francese. Durante una missione a Parigi nell’aprile del 1943 viene catturata dalla polizia francese e processata dal Tribunale speciale. Nel 1944 viene consegnata alla Gestapo e deportata in Germania, prima nel campo di concentramento di Ravensbruck, poi a Holleischen in Cecoslovacchia, dove è costretta al lavoro forzato in una fabbrica di munizioni fino alla liberazione del campo da parte dell'esercito sovietico.

Rientra in Italia nell’estate del 1945 e si stabilisce a Milano dove riprende l’attività̀ politica.

Sempre nel 1945 entra nel Comitato centrale e nella direzione del PCI, distinguendosi nella difesa dei diritti delle lavoratrici e lavorando sia nel sindacato che nelle istituzioni.

Dopo l’esperienza politica di partito, il primo incarico all’interno delle istituzioni dello Stato è quello di consultrice. Noce, infatti, viene nominata nel 1945 alla Consulta nazionale – composta in maggioranza da persone designate dai partiti del CLN – insieme ad altre 13 donne: quattordici donne su un totale di 440 componenti.

Successivamente è candidata alla Costituente, dove viene eletta nel 1946 con 47.219 preferenze.

Alla Costituente entra a far parte della Commissione per la Costituzione, o Commissione dei 75, e al suo interno della Terza sottocommissione, che si occupa dei rapporti economici e sociali.   

Tiene in questa sede una relazione sulle garanzie economico-sociali per l’assistenza della famiglia nella cui introduzione sottolinea come le condizioni imposte alle madri lavoratrici abbiano “le più gravi ripercussioni sullo sviluppo e sulla salute del più prezioso capitale umano” (p. 102).

In relazione a questa premessa, Teresa Noce identifica una serie di proposte, tra cui la concessione di prestiti a giovani sposi che ne facciano domanda e l’abolizione di tutti gli ostacoli al matrimonio, che non siano di natura sanitaria o quelli relativi al minimo di età stabilito per legge. Fondamentali sono anche le proposte relative al riconoscimento della funzione sociale della maternità, che va sostenuta con il riposo pre e post parto regolarmente pagato, con l'apertura degli asili nido nelle grandi fabbriche, e con l'istituzione di un premio di allattamento.

Nella Terza sottocommissione interviene anche nelle discussioni relative a “Dovere sociale del lavoro e diritto al lavoro”; “Diritto all’assistenza”; “Diritto di proprietà e intrapresa economica”; “Diritto di associazione e ordinamento sindacale”; “Controllo sociale dell’attività economica” (Cfr. Camera dei Deputati. Legislature precedenti. Attività di Teresa Noce alla Costituente).

Le discussioni in sede di Terza sottocommissione si rivelano cruciali anche per l’art.37 della Costituzione, contribuendo alla formulazione attuale in base alla quale (primo comma) “La donna lavoratrice ha gli stessi diritti e, a parità di lavoro, le stesse retribuzioni che spettano al lavoratore. Le condizioni di lavoro devono consentire l'adempimento della sua essenziale funzione familiare e assicurare alla madre e al bambino una speciale adeguata protezione”.

Siede nella Camera dei Deputati nella I e nella seconda legislatura, dal maggio 1948 al giugno 1958. Sia nella prima che nella seconda legislatura è componente della XI Commissione che si occupa di lavoro, emigrazione, cooperazione, previdenza e assistenza sociale, assistenza post-bellica, igiene e sanità pubblica.

Dal marzo 1954 al giugno 1958 fa parte anche della Commissione speciale per l’esame del disegno di legge n. 568: “Ordinamento ed attribuzioni del consiglio nazionale della economia e del lavoro”, unica donna su 27 componenti.

Nella sua attività parlamentare presenta 31 progetti di legge, 9 dei quali come prima firmataria, 4 dei quali divenuti legge.

È la proponente della legge 26 agosto 1950 n. 860 per la “Tutela fisica ed economica delle lavoratrici madri”, un testo che, sostituendo la precedente normativa del 1934, costituisce la base di tutta la legislazione sul lavoro femminile.

L’iter per l’approvazione della legge inizia nel giugno 1948 quando Noce è prima firmataria di una proposta di legge relativa alla tutela della maternità.  La firmano, insieme a Teresa Noce, altre venti donne parlamentari di diversi schieramenti (Cfr. Atti Parlamentari. Camera dei Deputati. 1948).

La proposta di legge prevede permessi di lavoro retribuiti, il divieto di licenziamento delle donne incinte, il divieto di sottoporle a lavori usuranti, e la protezione dei cosiddetti figli illegittimi. Insieme con Maria Agamben Federici, Teresa Noce lavora nel 1950 alla legge di eguale salario per eguale lavoro per donne e uomini.

Accanto all’ attività̀ parlamentare, si pone, e non in secondo piano, quella sindacale. Noce è segretaria della Federazione Italiana Operai Tessili (FIOT) della CGIL dal 1947 al 1955.

Accetta infatti fin dal 1947 di occuparsi dei tessili, settore in cui le maestranze sono per il 75% costituite da donne che a parità di mansione percepivano dal 20 al 40 % in meno del salario maschile e vengono inquadrate nelle categorie inferiori. Lo stesso peraltro accade non solo alle operaie, ma anche alle impiegate e alle maestre.

In ambito sindacale Noce si impegna nella riorganizzazione dell’attività del settore e per la sottoscrizione del primo contratto collettivo nazionale.

Nel contratto dei tessili si chiede la protezione della maternità, il diritto al riposo prima e dopo il parto - pagato al 75% del salario pieno, invece del 66% previsto per le altre categorie -, l’istituzione di sale per l’allattamento e di asili nido in tutte le principali fabbriche. Questa esperienza è alla base delle istanze che Noce porta nel suo lavoro alla Costituente.

Nel 1955 pubblica un articolo su L’Unità dal titolo “Imparare a dire di no”. Nel testo lega l’emancipazione alla capacità delle donne di “dire di no”, quando sanno di avere ragione, anzitutto al padrone, ma anche al maestro, al padre, al marito, al compagno. Molto autonoma nei comportamenti e nelle parole, Noce esprime dissenso anche verso i vertici del partito, che la isolano politicamente.  Nel 1953 apprende dalle pagine de Il Corriere della Sera che il suo matrimonio è stato annullato dal Tribunale di San Marino; è ben consapevole che la scelta di Longo ha il sostegno del PCI, ma decide comunque di reagire. Scrive una lunga lettera al Corriere e in seguito viene isolata e, al contempo, si allontana dal partito. Non si ripresenta alle elezioni del 1958 e continua a dedicarsi all’attività sindacale nella FIOT anche con incarichi nell’organizzazione internazionale dei lavoratori tessili (UISTA) della quale è nominata Presidente.

Dopo il ritiro dalla vita parlamentare, viene nominata come rappresentante della CGIL nel Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro (CNEL) dove sottolinea l’importanza della tutela economica delle lavoratrici in maternità.

Già̀ autrice di altri sopra citati scritti di carattere autobiografico, nel 1974 pubblica la sua autobiografia dal titolo Rivoluzionaria professionale.

Teresa ovvero Luna - come veniva chiamata alla scuola leninista; Estella - questo il suo nome di battaglia in Spagna; Claude - come era nota nella Resistenza francese, muore a Bologna il 22 gennaio del 1980. Nel 2013 le sue spoglie vengono traslate nel Sacrario dei Partigiani alla Certosa di Bologna.

OPERE

Pubblicazioni

  • 1937. Gioventù senza sole. Edizioni di Coltura, Parigi (ristampe: Roma, Macchia, 1950; Roma, Editori Riuniti, 1973).
  • 1952. Ma domani farà giorno. Cultura nuova, Milano (ristampe: 1965. Editori Riuniti, Roma; 2019. Harpo, Roma).
  • 1955. “Imparare a dire di no”. L’Unità, 13 ottobre, p. 8
  • 1960. Le avventure di Layka, cagnetta spaziale. Gastaldi, Milano. (ristampa: 2018. Red Star Press, Roma).
  • 1974. Rivoluzionaria professionale. La Pietra, Milano (ristampe: 1977. Bompiani, Milano; 2003. Aurora, Milano; 2016. Red Star Press, Roma).
  • 1978. Vivere in piedi. Mazzotta, Milano.

Attività a carattere economico

Traduzioni

Manoscritti e altri documenti

BIBLIOGRAFIA

  • Albeltaro, Marco. 2013. NOCE Teresa, in Dizionario biografico degli italiani, vol. 78, Istituto dell'Enciclopedia Italiana. https://www.treccani.it/enciclopedia/teresa-noce_(Dizionario-Biografico)/
  • Boneschi, Marta. 2002. Di testa loro: dieci italiane che hanno fatto il Novecento. Milano, Mondadori.
  • Cioni, Paola. 2016. “Vivere in piedi. Teresa Noce”, In Aa.Vv. Donne della Repubblica. Bologna, Il Mulino.
  • Conti, Mariachiara. 2024. “Teresa Noce: cenni biografici”. In WIRE (Women in Resistance). Teresa Noce. Rivoluzionaria e madre costituente. Bologna, Zikkaron, pp. 19-40.
  • Gaballo, Graziella. 2018. “Teresa Noce”. In Enciclopedia delle donne. Disponibile online: https://www.enciclopediadelledonne.it/biografie/teresa-noce
  • Gabrielli, Patrizia. 1999. Fenicotteri in volo. Donne comuniste nel ventennio fascista. Roma, Carocci.
  • Gabrielli, Patrizia. 2016. “Teresa Noce: la rivoluzionaria professionale”. In P. Gabrielli, a cura di, Il primo voto. Elettrici ed elette. Roma, Castelvecchi.
  • Lussana, Fiamma. 2005. “A scuola di comunismo. Emigrati italiani nelle scuole del Comintern”. Studi Storici, 4, pp. 967-1031.
  • Malandrino, Corrado. 1999. “Teresa Noce”. In C. Simiand, a cura di, I deputati piemontesi all’Assemblea costituente, Milano, Franco Angeli, pp. 365-372.
  • Righi, Maria Luisa. 1999. “L’azione delle donne nella CGIL: 1944-1962”. In S. Lunadei, L. Motti, M.L. Righi, a cura di, 1999. È brava, ma… Donne nella CGIL: 1944-1962. Roma, Ediesse, pp. 29-154.
  • Tonelli, Anna. 2020. Nome di battaglia Estella. Teresa Noce, una donna comunista del Novecento. Firenze, Le Monnier.
  • Varesi, Valerio. 2024. Estella. La vita straordinaria e dimenticata di Teresa Noce. Verona, Neri Pozza.

FONTI ARCHIVISTICHE

  • Archivio Digitale UDI: https://archiviodigitale.udinazionale.org/tag/teresa-noce/
  • Camera dei Deputati. 1948. Atti Parlamentari. N. 32. 1948. Proposta di Legge per la tutela della maternità. Seduta del 14 giugno 1948. Disponibile online: https://documenti.camera.it/_dati/leg01/lavori/stampati/pdf/00320001.pdf
  • Camera dei Deputati. 1948. La Consulta Nazionale. 25 settembre 1945 – 1° giugno 1946. Roma, Segretariato generale ufficio studi legislativi. Disponibile online: https://storia.camera.it/res/bookreader/books/RI_LEG00_IR01_CAT029_344.html#page/5/mode/1up
  • Camera dei Deputati, Portale storico, Attività di Teresa Noce: https://storia.camera.it/deputato/teresa-noce-19000729#nav
  • Camera dei Deputati. Legislature precedenti. Attività di Teresa Noce alla Costituente: https://legislature.camera.it/chiosco.asp?cp=1&content=altre_sezioni/assemblea_costituente/composizione/costituenti/framedeputato.asp?Deputato=d9620&position=Assemblea%20Costituente&
  • Commissione per la Costituzione. Terza sottocommissione. 1946. Relazione dell’on. Signora Noce Teresa sulle garanzie economico-sociali per l’assistenza alla famiglia, pp. 102-103. Disponibile online: https://legislature.camera.it/_dati/costituente/lavori/relaz_proposte/III_Sottocommissione/22nc.pdf
  • Fondazione Archivio Diaristico Nazionale: https://www.eletteedeletti.it/elette/teresa-noce/
  • Fondazione Istituto Gramsci di Roma. Archivio Storico delle Donne Camilla Ravera, Fondo Noce.
  • Fondazione Istituto Gramsci di Roma, Fondo Biografie, memorie, testimonianze.
  • Storia e Memoria di Bologna. Teresa Noce: https://www.storiaememoriadibologna.it/archivio/persone/noce-teresa

SITOGRAFIA

  • Fondazione Archivio Diaristico Nazionale: https://www.eletteedeletti.it/elette/teresa-noce/
  • Wikipedia, Voce “Teresa Noce”: https://it.wikipedia.org/wiki/Teresa_Noce
  • ArTeMuDa. 2017. Spettacolo teatrale "Vivere in piedi" Teresa Noce. Estella. https://www.youtube.com/watch?v=Dm9_HWGLhOg
  • CGIL. 2021. Le tre vite di Estella. Storia di Teresa Noce (Convegno del 3 giugno 2021) https://www.youtube.com/watch?v=ptpo-BlD_KI
  • Fondazione Duemila. 2021. Estella e le altre. Teresa noce e la storia d’Italia (Convegno del 22 gennaio 2021): https://www.youtube.com/watch?v=SYKQ-fJAZfY
  • Sereke, Rahel. 2013.Teresa Noce. Rivoluzionaria di professione: https://www.youtube.com/watch?v=K6n0cpjvtqo

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